mercoledì 28 agosto 2013
E ricomincio così, ad estrapolar magnificenze, deturpate, da secolari ragnatele. E ricomincio così, a sentire tra le dita, il potere di uno sbadiglio, di un rossore sulla pelle, di una preghiera inascoltata. Gli orizzonti mutano, gli squallori sussistono, le bellezze si celano e ricomincio da qui, oltre ciò che mi pareva INDISTRUTTIBILE, le mie idee, le mie vane costruzioni. E ricomincio così, raschiando con le dita TRAMORTITE, tra le macerie ed i relitti polverosi, perché là sotto esistono, pietre bianche e vive. E ricomincio così, dentro la puzza di stantio, ad invocare spiragli e a salpare verso nuove costruzioni lontane…
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